L’aristocrazia della menzogna

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La donna.
Sottile.

Non c’è niente di più puerile di un uomo che mente.

Ma la donna  della menzogna ne fa arte.
E’ come l’acqua, s’infiltra negli spifferi delle porte, delle finestre…piano piano passa nell’ingresso, per poi arrivare alla sala, molto lenta, molto quatta, giunge alla camera da letto e poi ancora, fino al bagno… è una macchia di acqua che si apre e sembra innocua, solo acqua…ma sale…sale…fino raggiungere le tue ginocchia e sembra quasi una carezza…la culla del liquido amniotico…la femminilità…la dolcezza…ti sommerge con scaltrezza e nella menzogna ci stai dentro dalla punta delle scarpe alla punta dei capelli.
Anche la donna più stupida, sa essere acqua.
L’acqua è nel DNA.

 

L’uomo no, l’uomo è un plebeo.
Spesso goffo, a volte sgraziato. Giunge alle cose per concretezza
(mi astengo nel dire viva le eccezioni).
La pazienza della tela è di Penelope (non di Ulisse!) la tela mi riporta al ragno, il ragno alla mosca, la mosca alla preda…e quindi al gioco delle parti.
Persino nel gioco delle parti, così piacevole per entrambi è insito di una menzogna.

 

Parlavo di menzogna, ma potremmo parlare anche di vendetta.
La donna, (sottile!)  ti punge come la goccia che scava la pietra, è in grado di portarti alla esasperazione con piccoli quotidiani dispetti…disattenzioni, dimenticanze, indifferenze, negazioni, accuse sbadate, insofferenze e quando meno te lo aspetti argute stoccate che subito si perdono nella nonchalance dell’insalata in cucina, si “perde” nel ruolo di “moglie” e di “madre”… ed è lentamente che “sgretola! l’uomo fino a farne sagoma.
Sagoma di mé, dirà poi un giorno lui.

La cosa ancora più drammatica è che la donna che non ama più, ma che rimane (per motivi suoi) “sgretola” il suo uomo, nello stesso modo in cui si sentirà lui…non lo sgretola quindi solo per sé, per i suoi propri occhi, ma deve dimostrare a lui…

L’uomo ha altre dinamiche, non certo queste e sicuramente(se fosse) molto meno coscienti e sapienti. Se l’uomo conosce una vendetta, la conosce rude, come quello della lupara (è un esempio!) o della vergogna pubblica. Gioca sulle banalità di come la donna dovrebbe sentirsi non in quanto a lui, ma in quanto a donna.

 

Tratto l’argomento prendendo solo esempi ma il concetto che esprimo si espande nella amicizia, nel lavoro…in tutti gli ambite della vita.

 


Dalla mitologia, alla storia…fino all’Eden.

 

La donna: l’aristocrazia della menzogna e l’impersonare tutte le emozioni più bieche, ma sempre sibilline.. L’uomo? La guerra, l’ira, la gelosia (non abbandona mai la sua clava)

 

Chissà chi riesce ad essere sufficientemente onesto (con sé) nel rivedere in questo mio scritto un po’ se stesso/a e una scomoda verità (la mia) sull’uomo e la donna.

Avrò scagliato una freccia in favore di Adamo o in favore di Eva?
Chissà!!

 

 

 

L’aristocrazia della menzognaultima modifica: 2016-05-14T03:32:08+02:00da BacardiAndCola

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